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Avvertimenti soppressi

Più di duecento le vittime del terremoto a L'Aquila

Di Stefan Steinberg
14 aprile 2009

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Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese l’8 aprile 2009.

Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale nelle prime ore di lunedì ha già causato la morte di almeno 228 persone (dati dell’8 aprile). Ha distrutto all’incirca 15.000 edifici, lasciando 100.000 persone senza tetto. Si anticipa un aumento del numero delle vittime nei prossimi giorni mentre squadre di soccorso scavano fra le macerie in condizioni peggiorate da freddo, pioggia, l’avversa morfologia del territorio e le scosse d’assestamento.

Il terremoto, la cui intensità ha raggiunto 6,3 della scala Richter, ha colpito la regione montuosa dell’Abruzzo a circa 110 chilometri a nord-est di Roma. Scosse di assestamento hanno continuato a stressare la zona dopo un’evacuazione di massa che ha costretto migliaia di persone in tende.

L’epicentro è stato individuato a un chilometro dalla città medievale di L’Aquila, che conta una popolazione di 68.000 abitanti, dove interi isolati sono stati rasi al suolo. È stato confermato che un totale di 26 paesi nell’area hanno subito ingenti danni. Dopo aver concentrato le opere di soccorso nei principali centri urbani, le squadre di soccorso stanno intensificando i loro interventi nei paesi più remoti, ove si sospettano ulteriori vittime.

L’Italia è uno dei paesi più sismici in Europa, trovandosi su una placca tettonica che separa l’Europa dall’Africa. Nel 1915, 30.000 persone venivano uccise da un terremoto che colpiva Avezzano, a 40 chilometri dal disastro di lunedì. Nel 1980, un terremoto di magnitudo 6.9 della scala Richter colpiva l’Irpinia causando più di 2.700 morti e migliaia di feriti. Un altro evento sismico nel 1997 uccideva 11 persone e danneggiava 80.000 abitazioni.

Il terremoto di lunedì scorso sembra essere stato causato da una falda lunga decine di chilometri. Come la falda si apriva, la roccia ad entrambi i lati scivolava, creando onde sismiche potenti.

Alcuni abitanti di L’Aquila hanno commentato che il governo non ha preso alcun provvedimento nonostante l’evidenza di varie scosse nell’area che si erano progressivamente intensificate negli ultimi mesi. I primi tremori erano stati avvertiti a metà gennaio e sono continuati ad intervalli regolari, allarmando sempre di più la popolazione. Una donna la cui casa è crollata ha parlato di una scossa sostanziale una settimana fa. Maria Francesco, superstite del terremoto e residente a L’Aquila, diceva: “È uno scandalo ciò che è successo. Negli ultimi tre mesi ci sono state scosse regolarmente, e sono aumentate d’intensità. Le autorità lo sapevano bene.”

Preallarmi annunciati

Non solo il terremoto di lunedì è stato preceduto da una serie di scosse, ma era stato predetto con un certo grado di accuratezza da uno scienziato prominente. Il disastro è avvenuto dopo alcune settimane dall’annuncio di un ricercatore secondo cui un “evento sismico disastroso” nella regione era imminente. Giampaolo Giuliani, dal Laboratorio Nazionale di Fisica del Gran Sasso, avvertiva sul pericolo di un terremoto in seguito alla rilevazione dei sensori sismici di un’emanazione di gas radon dalla terra nella regione di L’Aquila. Dopo tale avvertimento, pulmini con altoparlanti si aggiravano per le strade della città medievale sollecitando l’evacuazione delle case. Giuliani veniva incolpato dalle autorità locali di disseminare paura. Sotto pressione delle autorità dovette ritirare il preallarme e eliminare dall’internet le informazioni che aveva pubblicato. Giuliani ha fatto un video che include un’intervista su internet in cui avverte di un “evento sismico disastroso” imminente.

Il primo ministro Silvio Berlusconi è stato fra i primi a screditare l’avvertimento di Giuliani dicendo ad una conferenza stampa dopo il terremoto che “non c’è alcuna base scientifica” che suggerisca che il terremoto poteva essere anticipato.

Rispondendo a dichiarazioni di altri scienziati che asseriscono l’impossibilità di prevedere terremoti, Giuliani ha detto al Corriere Della Sera: “È falso che i terremoti non si possono prevedere. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo a una distanza di 100-150 chilometri da noi... Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io...” La ricerca di Giuliani è stata avallata da altri sismologi prominenti ed esperti del settore.

Costruzioni scadenti e corruzione

Vi è ampia evidenza che i danni inflitti dal terremoto di lunedì potevano essere minimizzati attraverso un’evacuazione pianificata degli abitanti. Allo stesso tempo, è anche palese che l’alto numero di vittime e fatalità sia attribuibile direttamente agli scadenti standard edili che prevalgono in tutto il paese.

“Gli edifici sono i principali assassini in un terremoto”, scrive la Strategia Internazionale per la Riduzione dei Disastri, organo delle Nazioni Unite di Ginevra. Nel caso di L’Aquila, molti degli edifici crollati erano “strutture vecchie non conformi agli standard sismici moderni”, dice l’organizzazione.

Secondo una relazione del 2008 redatta da geologi ed esperti di protezione civile italiani, circa la metà del territorio italiano è considerato “pericoloso” in relazione all’attività sismica—ma solo il 14 per cento è conforme a standard sismici di sicurezza.

Franco Barberi, prominente geologo e esperto di disastri, dichiarava alla televisione nazionale che con codici di costruzione corretti, incluse norme di sicurezza anti-sismiche, sarebbe stato possibile evitare tutte le perdite di vita umana per un terremoto di tale magnitudo.

I danni causati nella città di L’Aquila includevano vari dei suoi preziosi edifici medievali. Secondo stime preliminari, circa metà del centro medievale della città è stato raso al suolo. Nonostante ciò, resta il fatto che i monumenti e le strutture medievali o antiche spesso erano costruiti su basi più solide di molti degli edifici moderni.

Un’elevata percentuale di edifici distrutti a L’Aquila erano stati costruiti solo 10-15 anni fa. Secondo una residente, Nicoletta Giusti: “Ci siamo sempre detti qui che la città avrebbe retto un terremoto, ma è ovvio che hanno usato scorciatoie per tagliare i costi, come, non so, cemento scadente o insufficiente acciaio”.

Iniziative di soccorso sono state rallentate dal collasso del nuovo ospedale pubblico di L’Aquila, costruito nel 2000. La Stampa riporta i commenti di Paolo Rocchi, architetto e professore universitario sulla conservazione di edifici storici: “è assurdo che un edificio moderno, come l’ospedale a L’Aquila, sia così gravemente danneggiato. Sono veramente sorpreso che un ospedale in cemento armato in una zona altamente sismica può essere così devastato ed essere dichiarato off-limits”.

Per tagliare spese e aumentare profitti, compagnie di costruzione usano spesso materiale inferiore, ed esiste una lunga tradizione di corruzione nell’industria dei lavori pubblici e delle costruzioni in Italia.

Appena qualche settimana fa, una sentenza incriminava cinque persone del crollo di una scuola durante un terremoto di magnitudo 5,4. Il pubblico ministero sosteneva che la scarsa qualità della costruzione era un fattore rilevante nella tragedia accaduta in sud Italia che uccideva 28 persone, inclusa l’intera prima elementare del piccolo paese.

Il premier Berlusconi, che non ha perso tempo nel rassicurare i media che il terremoto a L’Aquila era causato da un inevitabile fato, ha costruito la sua fortuna nell’industria edile prima di trasferire una grande parte del suo impero al fratello Paolo. Negli ultimi anni, Paolo Berlusconi è stato accusato ripetutamente di falso in bilancio, truffa e corruzione in relazione alla sua dirigenza delle imprese edili della famiglia.

 



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