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L’”Ondata Nera” di attacchi neofascisti

Marianne Arens e Peter Schwarz
21 dicembre 2017

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Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 14 dicembre 2017

Sabato scorso a Como circa 10.000 manifestanti hanno protestato contro la cosiddetta “Ondata Nera”, ossia il moltiplicarsi di attacchi neofascisti in tutto il paese.

Il motivo di questa manifestazione di protesta è stato l'attacco, da parte di esponenti dell’associazione “Veneto Fronte Skinheads”, alla sala riunioni di un'organizzazione di soccorso dei rifugiati, a Como. L'attacco è stato ripreso in video. Nel video appaiono i 15 neofascisti in bomber nero, a gambe divaricate e braccia incrociate, che attorniano I lavoratori di “Como senza Frontiere”, mentre il loro leader legge un proclama. Il confuso testo del proclama parla di “turbo-capitalismo”, di globalizzazione ed immigrazione di popoli stranieri, per poi concludersi con le parole: “si ama il proprio popolo, uno non lo distrugge”; dopodiché il leader degli skinheads dichiara, “Ora potete continuare a discutere su come rovinare la nostra patria”.

Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato il video sul suo sito web, da dove si è rapidamente diffuso in tutto il Paese. Questo è solo uno dei tanti episodi di come le bande fasciste stiano terrorizzando chi lavora con i rifugiati, o i gruppi di sinistra o addirittura membri della stampa.

Nel nord Italia, queste intimidazioni ormai accadono regolarmente. A Como era contro l'organizzazione locale “Como senza Frontiere”, ma vengono attacate anche la Caritas, Save the Children e altre organizzazioni umanitarie. I “Veneto Fronte Skinheads” sono i più attivi in questo senso; questo gruppo, che sostiene una società etnicamente e culturalmente omogenea, recluta i suoi membri principalmente dagli Ultras delle squadre di calcio di Milano e Verona.

Ma ci sono altri gruppi fascisti attivi; ad esempio, il 6 dicembre, i redattori di “Repubblica” hanno ricevuto una visita da Forza Nuova. In dieci, mascherati, vestiti di nero, i sostenitori del gruppo di estrema destra hanno gridato slogan davanti al palazzo della redazione, sparando razzi e petardi al passaggio dei giornalisti e srotolando uno striscione invitante al boicottaggio del giornale. Su Facebook il gruppo ha dichiarato che questo era “solo il primo atto” di un boicottaggio sistematico e militante contro i sostenitori dell'immigrazione. Forza Nuova è il partito di estrema destra con il quale Alessandra Mussolini, la nipote del dittatore, è stata coinvolta per un certo tempo.

Il 9 novembre a Ostia, un membro del clan mafioso locale ha rotto il naso di un giornalista della RAI dandogli una testata, il tutto filmato in diretta, quando gli è stato chiesto di fare una dichiarazione circa il supporto dato all'organizzazione neofascista Casa Pound. Casa Pound ha vinto il nove per cento dei voti nella località balneare alle porte di Roma, con l'aiuto della mafia. Tre clan mafiosi controllano il traffico di droga, le operazioni lungo le spiagge e l'edilizia sociale delle case di ringhiera, completamente fatiscenti, per i senzatetto, che erano state costruite negli anni '70 dall'allora amministrazione PCI (Partito Comunista Italiano), Un boss mafioso aveva apertamente invocato l'elezione dei fascisti.

Le brutali azioni degli estremisti di destra evocano ricordi degli inizi del movimento fascista di Mussolini di cent'anni fa. Alla fine della prima guerra mondiale, piccole bande armate di 20 o 30 camicie nere diffondevano terrore e attaccavano comizi e manifestazioni operaie, e così, per parafrasare Ignazio Silone nel suo libro “Fascismo”, riuscivano a interrompere i disordinati raduni di decine di migliaia senza molto sforzo.

Oggi questo branco di destra osa agire in modo così aperto ed oltraggioso perché avverte il vento in poppa da parte della politica ufficiale. Ormai si profila la possibilità che l'alleanza di destra di Forza Italia, della razzista Lega Nord e della fascista Fratelli d'Italia vincerà le elezioni parlamentari di marzo. Quest'alleanza ha già avuto i suoi primi successi alle elezioni comunali di giugno e all'elezione regionale siciliana del 5 novembre.

Silvio Berlusconi, che tira le fila nello sfondo, sta vivendo un ritorno politico, anche se il miliardario imprenditore dei media e quattro volte ex capo del governo e ormai ultraottantenne non possa assumere cariche politiche fino al 2019, perché condannato per frode fiscale, falso in bilancio e corruzione giudiziaria.

I membri dell'alleanza di destra si rifiutano tutti di condannare il terrorismo neofascista. Forza Italia non ha nemmeno commentato. Il capo della Lega Nord, Matteo Salvini, ha detto che non capisce lo scaldarsi “su un paio di ragazzi” che leggono un proclama. Ha anche detto che il problema dell'Italia non è il fascismo, ma l'immigrazione senza controllo. Nonostante Fratelli d'Italia disapprovi l'intimidazione, ha sottolineato che gli uomini non avevano usato violenza, come hanno fatto gli estremisti di sinistra.

L'ascesa della destra e dei neofascisti può essere capita solo nel contesto delle politiche dei partiti di centro-sinistra e delle loro appendici della pseudo-sinistra. Dal 1991, quando il tradizionale sistema partitico italiano affondava in un enorme scandalo di corruzione, i cosiddetti governi di centro-sinistra sono stati responsabili degli attacchi contro la classe lavoratrice. Mentre Berlusconi e i suoi seguaci si riempivano le tasche con fondi pubblici e patti formati con elementi criminali e di estrema destra, questi governi hanno ristrutturato le finanze dello stato, a scapito della spesa sociale, e nel soddisfare i requisiti dell'Unione Europea e della NATO.

Ogni volta che i vari governi di centro-sinistra hanno affrontato una crisi, potevano sempre contare sul sostegno di Rifondazione Comunista e di altre organizzazioni della pseudo-sinistra; questo li ha completamente screditati. Da quando gli elettori, un anno fa, hanno respinto il referendum costituzionale di Matteo Renzi, il campo democratico e di pseudo-sinistra si sono spezzati in vari partiti, in continuo mutamento. Adesso vanno incontro ad una pesante sconfitta elettorale alle prossime elezioni.

Per qualche tempo il movimento di protesta Movimento Cinque Stelle del comico Beppe Grillo era stato in grado di colmare il vuoto lasciato dal Partito Democratico (PD) e dei suoi alleati; ma quando è diventato chiaro che il M5S è un movimento di destra a carattere borghese, ha smesso di crescere e ora ha da tempo superato il suo apice.

Il M5S adesso è contro i profughi, ma lo fa più ambiguamente, rispetto alla fascia di destra; ad esempio, ha respinto il sostegno alla manifestazione di Como perché si trova d'accordo con lo spirito dell'azione, ma si è dichiarato contrario alla “strumentalizzazione politica” dell'incidente.

Il PD e la pseudo-sinistra, i partiti che con le loro politiche anti-lavoratori avevano spianato la strada per i fascisti, hanno usato la manifestazione di Como per coprire le loro tracce e serrare i ranghi sotto la bandiera dell'“antifascismo”.

Il Partito Democratico ha indetto una manifestazione, con il leader del partito Renzi intervenendo di persona e definendo la dimostrazione un “giorno meraviglioso”. Al fianco di Renzi, altre figure PD; poi rappresentanti sindacali, di Rifondazione Comunista, di Sinistra Italiana e del recentemente formatosi Liberi e Uguali hanno marciato sventolando i colori rosso, verde e arcobaleno; hanno giurato fedeltà alla Costituzione italiana, hanno ammonito che “la democrazia è in pericolo” e hanno chiesto che l’“Ondata Nera” venga fermata.

Queste sono dichiarazioni superficiali e vuote. In realtà, è proprio il PD che porta la maggiore responsabilità per la rinascita delle tendenze fasciste. Il suo predecessore, il PCI stalinista, aveva impedito un regolamento di conti con il fascismo di Mussolini alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1946, il capo del PCI Palmiro Togliatti, allora ministro della Giustizia, aveva firmato un'amnistia generale per i fascisti condannati dai tribunali.

Negli ultimi cinque anni, i leader PD Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni hanno organizzato i peggiori tagli sociali. Con il “Jobs Act”, e le “riforme” delle pensioni e della scuola e tutte le altre leggi, hanno distrutto le condizioni di vita della classe lavoratrice.

Le principali figure sindacali, come Guglielmo Epifani e Susanna Camusso sono strettamente legate al PD; per anni, essi hanno reso certo che tutte le lotte della classe lavoratrice venissero paralizzate e svendute; contemporaneamente politici PD come Marco Minniti (ministro degli Interni), Roberta Pinotti (Difesa) e Federica Mogherini (capo della politica estera UE) hanno sigillato il Mediterraneo contro i rifugiati e aggiornato l'esercito italiano per nuove guerre in Africa.

La resistenza all’”Ondata Nera”, esattamente come la lotta contro la guerra, la disoccupazione e i tagli sociali, richiede lo sviluppo di un movimento indipendente della classe lavoratrice basato su un programma socialista internazionale.

 



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